mercoledì 18 aprile 2007

La Soluzione

Il titolo di questo post può sembrare l'ultimo film di Steven Seagal, ma in realtà non è altro che la nuova soluzione per lo smaltimento dei rifiuti con un basso impatto ambientale.
Si chiama TMB: Trattamento Meccanico Biologico.
Ora però pubblico il rapporto di GreenPeace, che se ne intendono più di me.

"Il rapporto, pubblicato in Inghilterra nel febbraio del 2003 e tradotto in italiano in occasione della Quarta Giornata Mondiale contro l'Incenerimento dei Rifiuti indetta dall’alleanza globale GAIA il 7 settembre 2005, dimostra, attraverso una dettagliata descrizione tecnica, come a completamento di sistemi di riduzione all'origine e di capillare raccolta differenziata dei rifiuti possa operare un impianto di trattamento degli scarti residui [ TMB - Trattamento Meccanico Biologico ] in grado di recuperare circa il 70% dei materiali in ingresso.

Con sistemi di intercettazione tecnologici, ampiamente disponibili sul mercato, si possono difatti recuperare i metalli, la carta, il vetro, le plastiche, consentendo un trattamento anaerobico-aerobico della frazione organica. Quest'ultima, prima di essere stabilizzata, produce biogas, che, una volta sottoposto a recupero energetico, può essere impiegato per alimentare l'impianto stesso e produrre calore ed energia elettrica destinata a terzi.

Finiranno pertanto in discarica non più del 30% della frazione residua formato da inerti, pellicole di plastica - anch'esse teoricamente recuperabili - e materiali organici stabilizzati la cui potenzialità inquinante è ridotta del 90%. Questa filiera di trattamento, molto meno inquinante dei processi di incenerimento, i quali comunque prevedono il ricorso a discariche per la collocazione di scorie e ceneri tossiche per circa il 30% dei rifiuti bruciati, presenta capacità di recupero di flussi di energia - e soprattutto di materiali - estremamente significative. Lo stesso quadro di "emissioni di CO2 evitate" non ha confronti con altre modalità di trattamento e di smaltimento. Inoltre, la collocazione in discarica di ciò che non é recuperabile riguarda rifiuti con potenzialità di percolazione e di emissione di fastidiosi odori non paragonabili a discariche per rifiuti tal quali.

Un impianto simile a quello qui descritto é entrato in funzione nel 2004 a Sidney, in Australia [ www.wsn.com.au ] a riprova della fattibilità di un'impiantistica che anche nella fase del trattamento dei rifiuti residui é in grado di massimizzare il recupero di preziose risorse. E ciò con costi molto inferiori rispetto agli inceneritori."

Capito, cari costruttori di inceneritori??

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao sei un grande!
Utopia di vergognatevi

Michele Bianchini ha detto...

Ti ringrazio... devono vergognarsi, hai proprio ragione!
Ti aspetto con futuri commenti!
Magari la prossima volta indica almeno il nome... Grazie.

tom ha detto...

Eh si,devono vergognarsi...le soluzioni ci sono ma gli interesse economici e politici sono troppi grandi...spetta a noi dare una svolta

bardex ha detto...

Spetta a noi, ma come?
Purtroppo i cari "amici" politici/imprenditori/affaristi e chi più ne ha più ne metta non si lasciano certo sfuggire "affari" come questi che gli faranno arrivare in tasca tanti soldini.

Anonimo ha detto...

Messaggio n°165 del 18/04/2007

AGONIA TELECOM

“Oggi però non voglio parlare di numeri, ma di altro” ha dichiarato nel suo sermone un certo psicobuffone all’assemblea degli azionisti Telecom tenutasi a Rozzano. Allora li diamo noi i numeri: bilancio 2006 che ha chiuso con un utile netto consolidato pari ad euro 3,01 miliardi, e “indebitamento finanziario” pari ad euro 37,3 miliardi.
Ora, conoscendo la nota taccagneria molto genovese dello psicobuffone avevamo cognizione che quei soldi per comprarsi la Telecom (e accollarsi l’indebitamento) non li avrebbe tirati fuori.
Rimane il segreto di Pulcinella, chi esborserà quei 75.000.000.000.000 (settantacinquemilamiliardi) di vecchie lire per saldare il debito.
Un debito insormontabile per chiunque tranne che per il cittadino italiano troglodita.
Saranno i soliti idioti a dare i propri risparmi bancari a nuovi padroni come avvenuto anche per la precedente privatizzazione.
Come sempre.
Come sta per capitare per Alitalia.
Prodi e Bertinotti hanno dichiarato che bisogna “salvaguardare l’occupazione” nel riassetto di Alitalia. Uno dei motivi, l’esubero di personale, che causa la perdita di un milione di euro giornalieri di SOLDI VOSTRI da parte della compagnia di bandiera-zombie dello stato-zombie.
Prima di entrare nell’auditorium Telecom, incontrando i Cobas dell’azienda, lo psicobuffone ha esternato: «Dovevate venire qui in 80 mila perché se arriva il messicano caccerà 30 mila di voi».
Avete capito che non cambierà nulla pure per la telefonia fissa. Anzi cambierà qualcosa; obbligheranno tutti o quantomeno le aziende a tenere il telefono fisso (e relativi balzelli), anche voi che del telefono fisso importa nulla sicchè per stare “in touch” con la vostra attricetta-troietta del cuore vi basta e avanza un “cellu”.
Pechè state tranquilli che gli americani, i messicani o i marziani del debito Telecom non si faranno carico.
Che consigliare?
Esportate i vostri denari, in qualche confederazione neutrale, prima che ve li bramino tutti. Anche quelli che tenete astutamente acquattati sotto una mattonella scostata in garage. Quelli che vi servono per compiacere gli esotici sfizi della vostra amichetta.

di Domenico Gatti del Canna-Power Team

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